Smartphone e minori: il noto esperto lancia l’allarme sulle reali conseguenze per il corpo

Sui prati di un parco del Nord Italia, un gruppo di bambini tiene lo sguardo fisso sul display del telefonino, mentre altri coetanei rincorrono farfalle tra le erbacce. Lì, tra un tap e una swype, si intravede un mutamento silenzioso che investe corpo e mente dei più giovani. I pediatri in diverse città italiane raccolgono dati quotidianamente, cercando di misurare ciò che un tempo pareva impensabile. Un dettaglio che molti sottovalutano, ma che in questi mesi sta attirando l’attenzione di medici e insegnanti.

Effetti fisici e postura

L’uso prolungato dello smartphone costringe i più piccoli a piegare il collo per ore, e il rachide cervicale soffre conseguenze misurate in diversi centri di ricerca in Italia. In particolare, emerge un aumento dell’angolazione del capo in avanti, che può portare a rigidità e dolore nella zona alta della schiena. Intanto, chi lavora in ambito ortopedico nota un incremento di gambe accavallate per compensare il baricentro e un allungamento anomalo delle fibre muscolari.

La vista è un altro fronte colpito: il prolungato sforzo oculare sul luminoso schermo favorisce affaticamento visivo e secchezza dell’occhio, secondo alcuni studi recenti. Lo strato lacrimale si altera, provocando bruciore e irritazione dopo pochi minuti di attenzione continua. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno, quando gli ambienti chiusi riducono l’umidità e peggiorano i sintomi.

Smartphone e minori: il noto esperto lancia l’allarme sulle reali conseguenze per il corpo
Smartphone e minori: il noto esperto lancia l’allarme sulle reali conseguenze per il corpo – fotobertotti.it

In più, il tempo trascorso seduti davanti al display riduce l’attività motoria quotidiana, aumentando il rischio di sovrappeso e di disturbi metabolici già in età scolare. Non si tratta di un elenco sterile, ma di numeri che i pediatri collezionano visitando ambulatori e istituti scolastici.

Lo raccomandano i pediatri di ospedali in Italia, che sperimentano esercizi di fisioterapia preventiva per correggere l’atteggiamento sbilanciato già nei primi anni. Questa misura mira a ridurre la comparsa precoce di dolori alla nuca e alle spalle, portando alla luce la necessità di un monitoraggio posturale costante fin dai primi passi scolastici.

In alcune regioni del Nord Europa si segnalano tassi simili, mentre nel Lazio diversi ospedali pediatrici hanno avviato progetti di screening nelle scuole materne. Ecco perché il tema della postura nei più piccoli non può più essere trascurato.

Impatti sul cervello e sul comportamento

Le connessioni neurali dei minori sono in piena evoluzione, e l’uso intenso del telefono agisce sul ritmo sonno-veglia grazie alla luce blu che interferisce con la secrezione di melatonina. Uno studio condotto da neuroscienziati italiani rivela che il sonno frammentato riduce la concentrazione e la memoria, compromettendo la capacità di apprendimento.

Inoltre, l’esposizione prolungata agli stimoli digitali altera l’equilibrio tra attenzione focalizzata e capacità di pianificazione, perché la corteccia prefrontale riceve segnali continui e rapidi che ne modulano lo sviluppo. Aumentano difficoltà nel mantenere l’autocontrollo e resistenza alla frustrazione, dicono alcuni report pubblicati da istituti di ricerca internazionali.

Sul fronte relazionale, lo schermo diventa spesso filtro tra coetanei: l’empatia si costruisce nella conversazione diretta, e le competenze sociali soffrono quando i dialoghi passano attraverso chat e notifiche. Un aspetto che sfugge a chi vive in città, dove lo smartphone è talvolta l’unico compagno di gioco anche all’aperto.

Sul piano educativo, insegnanti e psicologi propongono momenti di detox digitale con attività alternative che coinvolgono corpo e natura, così da bilanciare l’esposizione ai piccoli schermi. Queste iniziative emergono soprattutto nelle scuole dell’infanzia in diverse province italiane.

Le ricerche in corso mostrano una correlazione tra tempo di utilizzo e disturbi comportamentali, ma allo stesso tempo invitano a considerare il contesto familiare e sociale: è dalla qualità dell’interazione, non soltanto dalla quantità, che dipende il vero impatto sullo sviluppo.

Verso un uso equilibrato in famiglia

Nonostante le criticità, il telefono rimane un strumento versatile che può favorire l’apprendimento e la creatività. Per questo gli esperti raccomandano un approccio guidato, che inizi gradualmente e con regole chiare. Secondo alcune linee generali, si suggerisce di evitare l’uso prima dei 18 mesi e di fissare un limite di un’ora giornaliera fino ai 6 anni, insieme a momenti di pausa ogni trenta minuti.

In questi mesi diverse scuole in Italia hanno avviato workshop per genitori, dove si spiegano strategie per promuovere giochi manuali e attività all’aperto. Si tratta di iniziative che mettono al centro la socialità e la scoperta sensoriale, alternativa allo sguardo prolungato sul display.

Per guidare i ragazzi verso un uso consapevole, molte famiglie adottano routine condivise: niente schermi durante i pasti, stanze libere da dispositivi prima di dormire e spazi dedicati allo studio. Un particolare che spesso sfugge perfino agli educatori, ma che può fare la differenza nella qualità di interazione tra genitori e figli.

Nel Lazio, alcuni pediatri raccontano di bambini che riscoprono il piacere dei libri illustrati e del movimento all’aria aperta, recuperando ritmo e postura. Alla fine, è proprio questo equilibrio a determinare un rapporto sano con la tecnologia, una tendenza che molti italiani stanno già osservando.

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